www.pizzocalabro.it di Giuseppe Pagnotta

ORLANDO ACCETTA

SCRITTORE, POETA E GIORNALISTA

 


Il caratteristico tempietto della “Madonnèja”

nel ricordo dello scomparso scrittore e poeta napitino

Rosario Bevilacqua

Nelle sue appassionate parole l'amore sviscerato per la cittadina natale

«Chiesa di Piedigrotta, Mon amour!»

di Orlando Accetta

Era trascorso da qualche giorno il ferragosto del 2001, quando, sulla battigia della meravigliosa e incantevole piccola spiaggia della “Madonnèja”, ho avuto l’occasione e l’onore di incontrare un personaggio di non comune cultura e umiltà: il professor Rosario Bevilacqua, nato a Pizzo il 18 luglio 1916 è morto a Crotone in data 31 marzo 2004 presso il reparto di cardiologia dell’Ospedale “San Giovanni di Dio” in seguito ad un improvviso peggioramento delle condizioni del suo nobile cuore, già compromesse da precedenti attacchi cardiaci.

Rosario Bevilacqua era sposato in prime nozze con Silvia Pugliano, deceduta nel 1980, dalla quale ha avuto quattro figli: Teresa, Tinuccia, Angelabruna e Silvestro. In seconde nozze ha sposato Anna Regalino, che vive a Crotone.

Fino a mercoledì 19 marzo 2008 l’Ises, l’istituto scolastico della città di Pitagora, non aveva un nome. cosicché gli alunni hanno voluto intestarlo all’artista pizzitano per onorare la sua figura. La cronaca riferisce che alla cerimonia di intitolazione dell’istituto scolastico a Rosario Bevilacqua, che fu ispettore scolastico per moltissimi anni, pedagogista, sindaco di Crotone e cittadino emerito, poeta e scrittore hanno partecipato diversi rappresentanti politici ed istituzionali. E questo per riconoscere i meriti di un uomo sempre in trincea, che lavorava con passione e con spirito perennemente giovane, dalla personalità forte ed intraprendente, che seppe portare la scuola nelle campagne, nelle contrade, permettendo di studiare anche ai figli dei contadini e dei pastori.

Affresco consunto all’interno della “Madonnèja”

Facciata esterna della “Madonnèja”

Spiaggia prospiciente la “Madonnèja”

Laureato in Pedagogia con lode all’Università di Messina, già direttore didattico, ispettore scolastico, combattente, Tenente Colonnello di Fanteria di Complemento, Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, segretario provinciale del Sindacato Libero Scrittori di Crotone, scrittore di testi di pedagogia e sindaco di Crotone, presidente del consorzio aeroportuale di Crotone, iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti, collaboratore del giornale “il Quotidiano della Calabria, "Il Crotonese", "La Provincia", ''Il Corriere di Roma'', opinionista di Telediogene. È stato eletto consigliere provinciale per la D.C. e poi assessore alla sanità, consigliere comunale di Crotone e per molti anni vicesindaco. Autore di poesie, racconti e saggi, è presente in antologie. Ha ottenuto riconoscimenti in premi letterari. È presente in pubblicazioni curate dal Club Letterario Italiano.

Ha pubblicato “Il pensiero pedagogico-didattico di Lombardo Radice”, “A tu per tu con i programmi della scuola elementare”, “Guida per lo sviluppo del piano di lavoro”, “La Calabria”, “I diritti della scuola”, “Piccola rassegna pedagogica, “La fine del maestro di Vigevano”, “Il centro sociale di educazione permanente”. Inoltre, è stato premiato in diversi concorsi nazionali e internazionali di poesia, saggistica e giornalismo.

Accademico benemerito della cultura europea.

Primi premi di giornalismo: Isola Capo Rizzuto (KR) 1989 Calabria Kroton, Spezzano Sila (periodici) 1996 Corriere del Sud, Città di Caserta 1997 Corriere del Sud Telediogene.

Poesia: Calabria Domani - Scalea (CS) I994.

Saggistica: Centro Culturale M. Restivo Palermo “Ciao Boy Scout” 1998.

Narrativa: ANPAI S. Margherita Ligure “Il giorno dopo Natale” 1999; ANPAI S. Margherita Ligure “L'angelo sulla collina” 2000; MICENEI Reggio Calabria “Dio amore e perdono” 2001; RHEGIUM JULII Reggio Calabria Premio Città di Reggio Calabria “Il giorno della nonna” 2001.

Pluripremiato in concorsi di poesia e saggistica: Città di Caserta, Città di Cassino, Città di Pompei, Primavera Strianese, Padus Ameneus in Sissa, Alcamo, Palermo, S. Pietro a Maida, Penisola Sorrentina.

L’artista napitino Rosario Bevilacqua

Rosario Bevilacqua era sdraiato, lui e la sua signora Anna Regalino, sposata in seconde nozze, languidamente accoccolati sotto il ristretto spazio che può offrire un ombrellone, e si vedeva benissimo che erano innamorati, loro non più giovanissimi, come e più di due sposini. Non lo conoscevo personalmente, ma soltanto di fama, come valoroso uomo di cultura della diaspora napitina, che si è saputo trovare un consistente e onorevole spazio a Crotone, dove aveva vissuto da un cinquantennio da quando era poco più che trentenne, e dove si era fatto stimare per le sue eccelse doti umane e le non comuni capacità culturali e politiche. Mi sono avvicinato e gli ho chiesto di scrivere qualcosa di personale, di poetico, d’inusitato, sulla ormai arcinota chiesetta di Piedigrotta o “Madonnèja”.

Non le solite e ormai risapute cose, ma le sue sensazioni, il suo sentire interiore, come se fosse ad occhi chiusi. Ed egli ha esaudito, prontamente, la mia richiesta, consegnandomi uno scritto assai originale, di grande effetto, che ripropongo, dal quale traspare senz’altro il suo amore sviscerato per la Città che gli ha dato i natali e di cui non si è mai dimenticato.

«Chiesa di Piedigrotta, Mon amour!»

«La chiesetta scavata nell’umido di uno scoglio, ultimo appiglio della roccia appenninica sovrastante, anch’essa scavata di secolo, in secolo. È solcata da cinque strade, tre rotabili e due ferroviarie, che costeggiano il mare Tirreno, azzurro-viola, come balconi del mondo, per godere le bellezze di Pizzo di Calabria.

Un simbolo d'arte e di poesia, il tempo e la memoria in congiunzione, in un miracolo di pietre plasmate da quattro mani e due pensieri, Angelo e Alfonso Barone, perché angeli e santi adorassero l’immagine della Madonna, venuta da lontano.

La trovarono sulla battigia, intorno al 1700, i naufraghi napoletani, scampati alla furia del temporale.

La resero celebre i pizzitani con la loro devozione. E lei resiste, anzi è sempre più trasparente di grazie e gode del cantico sublime del mare.

Sorride nella penombra della volta che la circonda guardandosi intorno. C’è sempre un sussurro di preghiera, un segno di amicizia, l’ardere di una lampada depositata da mani invisibili, che vanno e vengono, nell’eterno fluire della spiritualità.

Ed il miracolo, non si appaga di questo, esce allo scoperto, nonostante il cemento tenti di appesantire il paesaggio d’infinito, nel finito. Il fascino dell’orizzonte ti chiude nel suo cerchio dell’oltre e dell’altro, tra passato e presente. T’incammini allora, nello spazio smisurato, con le sirene d’Ulisse, e le lacrime di Enea per la perdita del suo Palinuro.

Non ci sono più le tonnare, i tonni imbrigliati, il tricolore al vento. Ma ci sono ancora i barcaroli con le lampare, ed a sera loro e le stelle, nell’abbraccio della luna a misurare con le reti i fondali. Forse a sonnecchiare, a vezzeggiare le acque, e poi davanti a Piedigrotta chiamare la Madre di Dio, e riempire le reti, come nel Vangelo, con Gesù in cammino con loro.

È un immaginario, non rivelato, ma sentito in umiltà, perché qui in quest’arco di mare del Golfo di Lamezia, laddove il Pizzo si specchia altero e sincero, la natura ha preso con forza la mano al Dio dell’universo. Ha chiesto con vigore, e lui ha dato quello che essa reclamava.

Uno scenario d’immenso, iridato di sole fluente in strisce luccicanti.

Il verde smagliante, l’azzardo dei fiori in ogni stagione, e l’uva, che non ubriaca l’intelletto, ma addolcisce i palpiti indiscreti del cuore.

Piedigrotta chiama. Quel quadro abbrunito ti sospende, anche se non sei credente. Accende i fuochi dell’anima. I pizzitani vicini o lontani lo sanno, e non mancano all’appuntamento, e si curano di onorare la loro madre terra.

Piedigrotta, mon amour. Amore del mondo che passa e s’affaccia dai balconi delle cinque vie. Tu sei tempo e pensiero, perché custodisci la Madre di Dio».

Chiesetta di Capo Colonna – Kr (da Internet)

Madonna di Capo Colonna – Kr (da Internet)

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 Giuseppe Pagnotta

 

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